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La salamoia | Le Foto dei vari procedimenti


Vi sono svariati metodi per la conservazione delle pelli,dal metodo convenzionale al salamoiato La salamoiatura è il procedimento che tratta le pelli con comune sale per fermare il procedimento batterico ed enzimatico della decomposizione al quale sono soggette le pelli dopo alcune ore dalla macellazione.Teoricamente tutte le pelli sono salamoiate.Il cloruro di sodio,o sale comune, non può essere assorbito dalle pelli.Solamente dopo che i cristalli di sale si sono disciolti nell’acqua si può iniziare il processo di salamoiatura delle pelli.

Nel caso del metodo convenzionale i cristalli di sale assorbono l’umidità dalla pelle che scioglie il sale.Ciò è fatto con l’intenzione di trattenere questo liquido di conservazione per completare il processo.

Poiché il sale assorbe l’umidità dalle pelli,il contenuto umido è sufficientemente ridotto per produrre sviluppi sfavorevoli per la proliferazione di batteri.

La quasi saturazione dell’umidità con i clorati di sodio ha anche effetti batteriostatici,questi 2 fattori uniti ad una ridotta temperatura combinano per produrre pelli ben conservate.

Nel processo di salamoiatura le pelli sono in contatto con liquidi completamenti saturati cio serve per ridurre il tempo di salamoiatura da 30 giorni a 24 ore.

Nel commercio delle pelli si fa riferimento generalmente ad 1 dei 3 metodi seguenti: 1) Attraverso un sistema di catene; 2) salate a mano; 3) salamoiate in vasca. Tuttavia come già detto vi possono essere delle variazioni.

Dal 1963 UHC ha usato il sistema del “raceway” nell’impianto di Modesto. Prima di quella data nel loro impianto di Oakland era usato il sistema di salatura manuale. Il metodo di salamoiatura attraverso la “raceway” è il seguente:

il più comune metodo di salamoiatura impiega una vasca ovale con 2 pale ai bordi che fanno muovere lentamente le pelli tutto intorno. Le pale hanno solitamente 6 lame che si immergono dai 25 ai 40 cm nella salamoia, girando alla velocità di 12 o 16 giri al minuto. Queste “raceway” sono larghe 2,40 metri e profonde 1,50 metri Questo metodo richiede un minimo di 1,8 kg di salamoia per ogni circa 500 gr. di pelle fresca. La misura più comune per queste vasche e di circa 65.000 litri Una vasca di questa misura può contenere circa 550 pelli,alcune vasche posso contenere anche più di 800 pelli non scarnate o 1200 scarnate.

L’installazione più comune consiste di 3 vasche 2 delle quali contengono la produzione di 1 giorno
la terza vasca viene usata per essere caricata il giorno dopo quando le pelli salamoiate sono rimosse
dalla vasca il giorno prima. Ciò significa che le vasche sono sempre usate a rotazione.

La brinatura delle pelli viene dunque fatta in una vasca dove una parte della salamoia circola attraverso una camera chiamata “lixator” dove il sale viene disciolto. Ciò con l’intento di mantenere la salamoia vicina al punto di saturazione e di ripulirla dalle scorie solide in sospensione. Come regola la salamoia viene passata attraverso una centrifuga per eliminare peli e grasso prima di andare al “lixator”. Tuttavia in qualche impianto viene semplicemente aggiunto nella vasca sale fino e la turbolenza creata dalle pale provvede a sciogliere il sale.

Nei primi impianti di brinatura degli Stati Uniti le pelli fresche venivano ripulite da musi orecchie labbra code e messe in salamoia. Dopo una notte venivano messe a sgocciolare senza sale per 15 giorni in apposito sito. La prima innovazione nella procedura arrivò con la macchina che simultaneamente scarnava e ripuliva le pelli dallo sterco. Questa operazione permetteva un migliore e più veloce trattamento e una migliore scelta perché i difetti diventavano più visibili. Il maggior vantaggio per i conciatori era di risparmiare sui noli per il materiale eliminato che non aveva comunque valenza nella fabbricazione del pellame. La successiva miglioria fu portata dalla macchina a lavare. Questa consisteva in una centrifuga nella quale le pelli venivano buttate sotto getti di acqua fredda, ciò serviva a rimuovere gran parte dello sterco e del sangue e causava un indurimento del grasso consentendo una migliore scarnatura.

Sempre nel tentativo di migliorare il trattamento vi sono stati cambiamenti nell’asciugatura delle pelli. Invece di mettere le pelli a sgocciolare alcuni piazzavano le pelli su cavalletti a drenare per 24 o 48 ore quindi le impaccavano. Le pelli così confezionate vengono messe a magazzino nelle varie scelte fino ad accumulare un carico intero. Un recente miglioramento è dato dalla macchina ad asciugare utilizzata dopo che le pelli sono tolte dalla salamoia. Le pelli sono sufficientemente aciutte da poter essere subito impaccate. Usando questa macchina le pelli sono pronte per essere spedite già il giorno dopo la macellazione dell’animale.

Una variazione sul suddetto metodo è quella per cui le pelli fresche vengono prima salamoiate e dopo scarnate con il vantaggio di eliminare le operazioni di lavaggio e di richiedere solo una macchina a scarnare. Poiché le pelli salamoiate non sono piu deteriorabili non è necessaria una immediata scarnatura quindi una sola macchina a scarnare può essere usata in diverse situazioni.

Ragione del successo di questo metodo presso i più grandi operatori nel campo delle pelli è
l’automazione che riduce lavorazioni manuali. Nei sistemi moderni le pelli sono trasportate da un
convogliatore prima alle lavatrici quindi alle scarnatrici ed infine alle vasche con la salamoia.

 


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